29/03/13

Moria di delfini: sale a 77 il numero degli esemplari morti

Sale a 77 il bilancio degli spiaggiamenti di esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba) registrato dalla Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi, creata e coordinata dai ministeri dell'Ambiente e della Salute. Secondo il rapporto provvisorio elaborato nei giorni scorsi  dalla Rete, circa il 50% delle stenelle finora esaminate (12 su 24) è risultato infetto dal virus del morbillo (dolphin morbillivirus), responsabile in passato di due gravi epidemie nel Mediterraneo (tra il 1990 e il 1992 e tra il 2006 e il 2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo. E' stata anche evidenziata la capacità del virus di infettare altre specie di mammiferi acquatici.
Inoltre, su circa il 60% degli esemplari esaminati (20 su 32), è stato isolato il batterio photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell'anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere.
In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente infestati da parassiti, indice di un quadro immunitario compromesso in modo significativo. Tra le ragioni possibili, oltre al morbillivirus o altri agenti biologici, anche agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria.
Si tende comunque a escludere episodi di tossicità acuta dovuta all'inquinamento, poiché una circostanza di questo tipo avrebbe danneggiato più specie e tutte nello stesso momento.
Dopo più di un mese dall'inizio dell'anomala morìa di stenelle lungo le coste del Tirreno - prevalentemente in Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Campania - per comprendere meglio la natura di questo fenomeno dovranno essere fatte nell'arco di un mese altre analisi i cui esiti saranno confrontati con quelli di altre ricerche, in particolare con le indagini genetiche per lo studio di popolazione di stenelle e quelli relativi ai fattori meteo-marini.

18/03/13

Cetacean news - Relazioni familiari e spiaggiamenti

Una recente ricerca genetica pubblicata sul Journal of Heredity ha fatto luce sul fatto che le relazioni familiari giocano un ruolo fondamentale negli spiaggiamenti, spesso fatali per individui altrimenti sani.

In questo scenario, lo spiaggiamento di una o un paio di balene, a causa di malattia o di disorientamento, innesca una reazione a catena in cui individui sani vengono intrappolati nell'acqua bassa nel tentativo di sostenere i loro familiari.
In questo studio sono stati analizzati i dati genetici per descrivere la parentela degli individui di Globicefali coinvolti negli spiaggiamenti di massa in Nuova Zelanda e Tasmania. Il più grande di questi spiaggiamenti comprendeva più di 150 esemplari, tutti morti.

Lo studio ha trovato che i gruppi spiaggiati non sono necessariamente membri di una unica famiglia allargata, contraddicendo l'ipotesi che i gruppi sociali discendano tutti da una unica madre ancestrale. 
I Globicefali sono le specie più comuni negli spiaggiamenti di massa e a lungo è stata assunta l'ipotesi che fossero legati all'organizzazione sociale della specie. Studi precedenti hanno dimostrato che i Globicefali hanno una organizzazione sociale matrilineare, in cui né i maschi né le femmine si allontano dal gruppo in cui sono nati. 

La cosa più sorprendente è stata la prova dell'assenza delle "madri" per molti piccoli spiaggiati.
Diversi scenari potrebbero spiegare questa assenza, compresi l'interruzione dei legami sociali tra i parenti prima di spiaggiamenti reali, o che la separazione possa essere un fattore che contribuisce agli spiaggiamenti, piuttosto che una semplice conseguenza.

10/03/13

Scaricabile il Catalogo Foto-identificati SNC 2012

Sardegna Nord Cetacei rende scaricabile il Catalogo foto-identificati SNC 2012

Il Catalogo, con le immagini dei Tursiopi identificati nel corso della scorsa campagna di monitoraggio, potrà essere utile per eventuali altri studi sui cetacei nell'area del Nord Sardegna.
Per i non addetti ai lavori è un bell'esempio di quanto sia rilevante per la ricerca il lavoro di "cattura" fotografica delle pinne dorsali degli individui e il successivo lavoro di osservazione e confronto delle immagini raccolte da parte dei ricercatori, per riconoscere gli animali che popolano le aree interessate dallo studio.

Buona "osservazione"!