25/10/13

Avviso agli studenti naviganti di Medicina veterinaria!


Se le condizioni meteo-marine lo permetteranno, martedì 29 ottobre è in programma un’ uscita per
completare il programma di monitoraggio 2013 di Sardegna Nord Cetacei. Abbiamo ricevuto tantissime richieste per partecipare e siamo felicissimi di poter accontentare coloro che vogliono vivere un’esperienza così formativa.





A bordo del veliero “La Reole” si partirà da La Maddalena alle ore 04.00 del mattino, si raggiungerà il Canyon di Castelsardo, si dormirà la notte nel porto di Castelsardo e il giorno successivo si tornerà alla base. Tutti gli interessati sono invitati a presentare la propria manifestazione di interesse al seguente indirizzo sardegnanordcetacei@gmail.com o contattando direttamente Andrea Rotta al 333 9238435.




24/10/13

Una storia che merita di essere raccontata: la fuga di Sampal

È l’incredibile storia del delfino femmina Sampal che è riuscita a fuggire attraverso un buco nella rete della struttura di riabilitazione dove era stata trasferita su decisione dell’Alta Corte coreana, che circa un anno fa aveva disposto la restituzione del cetaceo al suo ambiente. Ma dopo tre anni trascorsi in una vasca sotterranea dell’Acquario Pacific Land, in Corea del Sud, la voglia di libertà era troppa per attendere il termine del percorso finalizzato al riadattamento alla vita in mare.  

Subito dopo la fuga, così come chi ha sognato tanto la propria libertà quasi ad averne paura, Sampal è rimasta nei dintorni della struttura, smarrita di fronte a quel mare infinito che non vedeva da tanto tempi. Poi il guizzo decisivo, quello che le ha permesso di allontanarsi mentre alcune persone cercavano di riportarla nel suo recinto.  

Recentemente l’animale e' stato avvistato nella zona mentre nuotava con altri 50 esemplari appartenenti al branco da cui era stato separato a forza.  

«Una volta che ne hanno la possibilità, i delfini sanno esattamente cosa fare; quindi non sono affatto sorpreso che Sampal abbia deciso di riconquistare la libertà» ha commentato Ric O’ Barry, direttore del Dolphin Project presso l’Earth Island Institute, invitato in Corea del Sud per una propria valutazione relativa alle condizioni psico-fisiche di Sampal. 

«Il punto è – il direttore scientifico dell’Enpa, Ilari Ferri – che molto spesso i delfini questa possibilità non ce l’hanno. Anche perché le strutture della cattività, nel timore di vedere compromesso il loro business milionario, sono in prima linea nel sostenere che i percorsi di riabilitazione e il successivo rilascio in natura dei delfini sono non solo destinati al fallimento, ma pericolosi per la salute di questi meravigliosi animali»


fonte:www.lastampa.it

14/10/13

 

giorno zero
Si parte ufficialmente con la seconda edizione della campagna di monitoraggio Sardegna Nord Cetacei! l’equipaggio ospite a bordo dell’imbarcazione “La Reole” comandata da Luca Loddo.




 

giorno uno
Siamo tutti svegli o meglio ci siamo rassegnati a stare nelle cabine e in breve ci troviamo nel pozzetto e aspettiamo l’alba. ci troviamo a 30 miglia




 

giorno due
La notte è stata più lunga del previsto. Il mare lungo ci ha messo a dura prova. Qualcuno ha dormito,




 

giorno tre 
Ci siamo. Sotto un cielo nuvoloso con una leggera brezza da levante a bordo della Reole lasciamo Cala Gavetta per dirigerci verso Castelsardo. Salutiamo Stefano, Cesco e Narciso e diamo il benvenuto a bordo a Marco, Alessandro, Roberta e Fabio che sistemano i bagagli nelle cabine e iniziano a prendere confidenza  con l’equipaggio


.


giorno quattro
Molliamo gli ormeggi dal porto di Castelsardo. Il cielo è nuvoloso, vento di ponente, ma decidiamo di affrontare comunque il canyon. Sappiamo che a metà giornata il vento girerà a sud – ovest e abbiamo poche ore per effettuare il monitoraggio. Ci portiamo fino alle batimetrie dei 300 metri e poi siamo subito a 500.

11/10/13

"Unmillesimodisecondo". La mostra fotografica di Mirko Ugo per SNC 2013

Domani a La Maddalena si terrà l'evento conclusivo della campagna di monitoraggio 2013 di Sardegna Nord Cetacei e sarà una giornata ricchissima di eventi. Tra incontri, workshop, video e relazioni, ci sarà anche un momento specialissimo dedicato all'inaugurazione della mostra fotografica di Mirko Ugo, fotografo di bordo e membro dell'associazione 41Nord-la Maddalena, partner del progetto SNC. Scatti speciali, che rendono meglio di qualsiasi descrizione, l'emozione del momento, di quel "millesimodisecondo" in cui si ferma il respiro e si resta ad ammirare lo spettacolo. Siete tutti invitati!


10/10/13

SNC e la comunicazione ambientale

Gli incontri con le scuole rappresentano un momento fondamentale di Sardegna Nord Cetacei. 
E' solo nel momento in cui si avvia un confronto con gli studenti, di tutti le età, dai più piccoli delle scuole elementari, alle medie e superiori, che ci si rende conto di quanto possa essere ricco di spunti e di prospettive il lavoro svolto. Dalle ore di navigazione e monitoraggio, al tempo speso per mettere insieme i pezzi della ricerca. Mostrare le immagini, svelare i dati, raccontare la vita di bordo, rispondere alle tante curiosità sul mondo dei cetacei e del mare, è parte integrante di questo progetto. 
Dopo Santa Teresa e Castelsardo, nei giorni scorsi Andrea Rotta ha incontrato gli studenti dell'Istituto Nautico e del Liceo di la Maddalena. Domani sarà la volta dei ragazzi delle scuole medie. A tutti loro va il sentito grazie da parte di Snc per l'attenzione dimostrata, la grande partecipazione e l'entusiasmo che ci spinge a proseguire in questa meravigliosa avventura.  








(foto Mirko Ugo)

08/10/13

Snc 2013 incontra le scuole di La Maddalena

Sardegna Nord Cetacei torna in cattedra! Dopo gli incontri di Santa Teresa e Castelsardo domani sarà la volta di La Maddalena. Dalle 9 alle 12, nei locali dell'Istituto Nautico, si terrà un lungo incontro con gli studenti che, insieme con i ragazzi del Liceo, potranno vivere da vicino l'emozione della seconda campagna di monitoraggio promossa dal Dipartimento di medicina veterinaria dell'Università di Sassari. Il coordinatore del progetto, Andrea Rotta, fornirà i primi dati della ricerca, mostrerà i filmati degli avvistamenti, racconterà gli obiettivi del progetto e la vita di bordo.


04/10/13

SNC 2013 incontra le scuole di Castelsardo

Sardegna Nord Cetacei oggi ha fatto tappa a Castelsardo per incontrare gli alunni delle tre sezioni delle scuole medie cittadine e una classe quinta delle elementari. Al termine della proiezione del video, realizzato da Santo Acciaro, che ripercorre le tappe della crociera 2013, i ragazzi hanno potuto dare sfogo alle loro curiosità con le domande al coordinatore di Snc, Andrea Rotta. Tanto entusiasmo e grande attenzione per i temi legati alla cultura del mare, alla ricerca e alla conoscenza del proprio patrimonio ambientale. 



Un grande ringraziamento va al Comune di Castelsardo, a Roberto Fiori, assessore all'Ambiente, agli insegnanti e ai loro ragazzi. Il progetto di comunicazione ambientale, iniziato qualche giorno fa a Santa Teresa, va avanti con le visite ad altre scuole del territorio, da La Maddalena a Porto Torres, a Sassari. 
Snc prosegue il suo viaggio, continuate a seguirci! 

01/10/13

Il report di Sardegna Nord Cetacei 2013

Un numero eccezionale di dati raccolti e un inaspettato grande interesse sul piano della comunicazione ambientale. La seconda edizione di Sardegna Nord Cetacei è da considerare un successo


IL PROGETTO. Il veliero “La Reole” del giovane comandante Luca Loddo ha raggiunto domenica sera il porto di La Maddalena, base logistica della spedizione Sardegna Nord Cetacei, partita lo scorso 25 settembre per la seconda campagna di monitoraggio dei mari sardi promossa dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari.





Supportata dal responsabile scientifico del progetto, Salvatore Naitana, direttore del dipartimento di Medicina veterinaria, e coordinata dal ricercatore Andrea Rotta, la spedizione, con un equipaggio formato da ricercatori, studenti, docenti, naturalisti e responsabili della comunicazione, aveva come obiettivo quello di raccogliere dati inerenti la dinamica di popolazione e studiare lo stato di salute dei cetacei presenti nei mari sardi.
Sin dalla prima edizione è stato notevole l'interesse suscitato in ambito scientifico, ma non solo. Il numero considerevole di accessi al blog, dove sono postati foto, video, news e il diario di bordo, ha suggerito di arricchire il piano comunicazione facendo della spedizione una sorta di “Reality della ricerca”, con il racconto della vita di bordo, anche attraverso i social media: facebook, Instagram, twitter.




I DATI. In attesa di un'elaborazione più completa vi forniamo i primissimi dati relativi alla spedizione.
Nei 5 giorni di navigazione, sia in ambiente costiero, sia in ambiente pelagico (canyon di Caprera e canyon di Castelsardo) sono state percorse circa 300 miglia, di cui 200 di monitraggio.
In totale sono stati 17 gli avvistamenti di stenella (delfino pelagico), 4 quelli di balenottera, 1 di zifio, 3 di tursiopi (delfino costiero), 1 di capodoglio.
Complessivamente sono stati censiti 200 esemplari di stenella, 5 balenottere, 3 zifii, 7 tursiopi e 2 capodogli.
Le attività più frequenti riscontrate sono state quelle di feeding (alimentazione) e traveling (spostamento).
Per dimensione il gruppo maggiore avvistato è stato quello formato da 70 stenelle. Rispetto all’anno scorso sono state avvistate molte più madri con piccoli, un fenomeno da attribuire alla stagionalità della ricerca, in quanto durante l'estate si ha il maggior numero di nascite.
Da segnalare anche 5 pesci luna, e diversi uccelli delle tempeste.
Le uniche interazioni tra animali sono quelle riscontrate tra gabbiani e il capodoglio e tra stenelle e balenottere.



Significativa l'identificazione di un esemplare di tursiope già fotoidentificato nel 2006 per la prima volta nell'Isola dei monaci a Caprera (noto “Mozzo” per via della pinna dorsale falcata in cui manca la parte terminale) e ritrovato nella terza tappa nelle acque prospicenti Santa Teresa Gallura. Era dal 2007 che non era stato più avvistato. Anche questo dato permette ai ricercatori di capire gli indici di dispersione dei cetacei e va ad arricchire un database iniziato nel 2006.

Per il numero di miglia percorse è possibile accertare che l'area di studio presenta una ricca cetofauna, con specie regolarmente presenti nel Mediterraneo.

SNC 2013 non si ferma qui. Per completare dei transetti già definiti è stata programmata una prossima uscita nelle giornate tra il 7 e il 13 ottobre, alla quale saranno invitati a partecipare nuovamente alcuni studenti dell'Università di Sassari.

Il progetto Sardegna Nord Cetacei si avvale della collaborazione scientifica dell’Instituto Español de Oceanografía di Murcia e dell’IFREMER – Institut Francais de Recherche pour l’Explotation Durable de la Mer.

Comunicato stampa del primo ottobre 2013





29/09/13


" Il fungo" rientro SNC con La Reole verso un temporale.




Il capodoglio avvistato oggi a 7 miglia dalla costa tra Castelsardo e l'Isola Rossa    


In lontananza vediamo dei gabbiani e poi un soffio imponente in avanti: è un capodoglio! l’animale è di grandi dimensioni e resta in superficie per 5 o 6 immersioni brevi che ci consentono di immortalarlo con foto e video. Lo seguiamo per qualche minuto finché non si immerge mostrandoci la sua coda imponente. E’ un avvistamento eccezionale che ci lascia senza fiato. ( continua sul diario di bordo)




24/09/13

Sardegna Nord Cetacei riprende la via del mare

Ci siamo! domani mattina si terrà la conferenza stampa di presentazione della seconda campagna di monitoraggio dei cetacei del nord Sardegna, promossa dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari. La partenza avverrà nel primo pomeriggio. 

Dopo il grande interesse suscitato dalla prima edizione e gli importanti risultati ottenuti, tra avvistamenti e raccolta dati,  la spedizione di Sardegna Nord Cetacei parte per la seconda campagna di monitoraggio dei cetacei del nord Sardegna, promossa dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari. Il responsabile scientifico della ricerca è il Prof. Salvatore Naitana, Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria, e il coordinatore del progetto è il naturalista Andrea Rotta, specializzato nelle ricerche dei delfini da 15 anni.
Ospiti a bordo del veliero “La Reole”, i ricercatori percorreranno circa 300 miglia, sia in ambiente costiero sia pelagico, nel tratto di mare compreso tra La Maddalena e Stintino, per studiare lo stato di salute dei cetacei presenti.
Grazie alla muldisciplinarietà presente a bordo, saranno raccolti dati inerenti la dinamica di popolazione e si utilizzeranno attrezzature non invasive per il prelievo di materiale biologico che, analizzato nei diversi laboratori, fornirà un quadro più completo da un punto di vista parassitologico e microbiologico. L’obiettivo scientifico della spedizione è infatti quello di verificare lo stato di salute, la densità e il numero dei cetacei presenti: “Faremo delle repliche su transetti percorsi lo scorso anno — dice Andrea Rotta — Oltre alle diverse specie solitamente avvistate, come il tursiope (delfino costiero) e la stenella (delfino pelagico), speriamo di osservare lo zifio, la balenottera, il capodoglio e il delfino comune”, prosegue il dott. Rotta.
Oltre alla ricerca sarà dato ampio spazio alla comunicazione ambientale: verrà raccontata la vita di bordo, fatta di lunghe attese e grandi emozioni.
Nella prima edizione sono stati numerosissimi gli accessi giornalieri al blog, (http://sardegnanordcetacei.blogspot.it/p/lequipaggio.html) che sarà aggiornato costantemente con racconti e immagini dal veliero; da quest’anno sarà possibile seguire la crociera anche attraverso i social media grazie ai profili e alle pagine già attivi su twitter (@SardegnaNordCet), Facebook (https://www.facebook.com/media/set/?set=a.401714516534029.92240.213527432019406&type=3) e Instagram: “Sarà una sorta di reality della ricerca”, commenta Andrea Rotta.
La campagna ambientale sarà svolta anche a terra, nelle conferenze svolte nei principali approdi: Bonifacio (Corsica), Santa Teresa Gallura, Castelsardo.
La Maddalena sarà la base logistica delle operazioni e la sede della conferenza conclusiva, che verrà realizzata alla fine della crociera. Proprio da La Maddalena è prevista la partenza del veliero "La Reole" alle 15.30.
Grazie al supporto dell’amministrazione maddalenina, la campagna di ricerca proseguirà nella settimana successiva, con uscite giornaliere, nell’arcipelago di La Maddalena dove verranno raccolti dati sulla popolazione di tursiopi presenti in quest’area.
Inoltre, presso i locali della sede “ex magazzini Ilva”, sarà allestito un centro didattico dove verranno svolte lezioni frontali sulle principali tematiche che riguardano i cetacei, quali la loro biologia, anatomia, fisiologia e l'illustrazione delle principali minacce a carico di questi animali.
Il progetto “Sardegna Nord Cetacei” è realizzato con i contributi dell’Università degli Studi di Sassari, del Dipartimento di Medicina Veterinaria e con la collaborazione delle associazioni “41 Nord” e Join us, ed è patrocinata da tutti i Comuni che accoglieranno l’equipaggio durante la loro campagna di monitoraggio.

Seguiteci!
!

Uffici stampa
Valentina Guido, Università degli Studi di Sassari. 366/6134083; 079/228922. ufficiostampa@uniss.it
Giulia Bardanzellu, Sardegna Nord Cetacei. 339/2024459. sardegnanordcetacei@gmail.com


11/09/13



 potete acquistare il libro SNC 2012 a questo indirizzo. il libro è molto bello e piacevole, con foto stupende e non costa neanche tanto. http://it.blurb.com/b/4349547-sardegna-nord-cetacei-2012



Si riparte...

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la fatua speranza.

Mi spolvero le palpebre.

Ho messo all'occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'aria.


Mi manca solo il quando, il dove,

un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore, 
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io.

La nave che non c'è, le mani attonite,

lo sguardo intento, le imboscate,
il filo ombelicale dell'orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi...

Tutto è pronto. Sul serio. Invano.

J.V. Piqueras 

07/04/13

Differenti segnali sonori tra delfini di acqua dolce e delfini marini

Una nuova ricerca, condotta da Frants Havmand Jensen, del Danish Council for Independent Research / Natural Sciences, dimostra che i delfini d'acqua dolce producono segnali di ecolocalizzazione ad intensità sonora molto piu bassa rispetto ai delfini marini e che i delfini del fiume Gange ecolocalizzano a frequenze del suono sorprendentemente basse. Lo studio, "Cliccando nei fiumi poco profondi," è stato pubblicato sulla rivista PLoS ONE."I delfini del fiume Gange sono una delle branche  evolutive più antiche del gruppo degli odontoceti" dice Jensen. "Crediamo che i nostri risultati aiutino a spiegare le differenze di ecolocalizzazione tra i delfini di acqua dolce e marini. I nostri risultati implicano che l'intensità del suono e la frequenza dei delfini del fiume Gange potrebbe essere stato più vicino al 'punto di partenza' da cui i delfini marini si sono evoluti gradualmente con alte frequenze e un biosonar piu potente. "Gli scienziati ritengono che questa difformità sia dovuta alle differenze tra ambienti d'acqua dolce e marini e, in particolare, alla differente posizione e distribuzione delle prede in tali ambienti.L'ambiente in cui operano i delfini d'acqua dolce pone sfide molto diverse rispetto ad un biosonar impiegato nelle vaste distese del mare, dove la maggior parte dei delfini poi si è evoluta. "I delfini che vanno in mare aperto spesso si nutrono di prede irregolarmente distribuite, come banchi di pesci" -dice Jensen. "Hanno avuto un grande vantaggio da una intensa evoluzione dei biosonar che li avrebbe aiutati a localizzare la preda su lunghe distanze, ma non abbiamo idea di come negli habitat torbidi fluviali i delfini d'acqua dolce possano plasmare i loro segnali biosonar."I delfini d'acqua dolce sono tra le specie animali più minacciate. Si pensa che ci siano solo circa un migliaio di delfini nel fiume Gange, uno dei sistemi fluviali più inquinati e sfruttati della Terra. I risultati di questo studio contribuiranno a fornire agli operatori locali un nuovo strumento nella lotta per la conservazione di questi cetacei d'acqua dolce altamente minacciati. Utilizzare i dispositivi di monitoraggio acustico per identificare le specie locali può aiutare i ricercatori a valutare quanti animali rimangono e a individuare quali aree siano più importanti per loro.


29/03/13

Moria di delfini: sale a 77 il numero degli esemplari morti

Sale a 77 il bilancio degli spiaggiamenti di esemplari di stenella striata (stenella coeruleoalba) registrato dalla Rete nazionale spiaggiamenti mammiferi, creata e coordinata dai ministeri dell'Ambiente e della Salute. Secondo il rapporto provvisorio elaborato nei giorni scorsi  dalla Rete, circa il 50% delle stenelle finora esaminate (12 su 24) è risultato infetto dal virus del morbillo (dolphin morbillivirus), responsabile in passato di due gravi epidemie nel Mediterraneo (tra il 1990 e il 1992 e tra il 2006 e il 2008) e di altri episodi analoghi nel resto del mondo. E' stata anche evidenziata la capacità del virus di infettare altre specie di mammiferi acquatici.
Inoltre, su circa il 60% degli esemplari esaminati (20 su 32), è stato isolato il batterio photobacterium damselae, responsabile di sindromi emolitiche ed emorragiche. Il ruolo di questo agente nell'anomalia in corso rimane tuttavia ancora da comprendere.
In generale, tutti gli animali si sono presentati fortemente infestati da parassiti, indice di un quadro immunitario compromesso in modo significativo. Tra le ragioni possibili, oltre al morbillivirus o altri agenti biologici, anche agenti inquinanti organici che si accumulano nei tessuti dei cetacei e che possono alterarne la risposta immunitaria.
Si tende comunque a escludere episodi di tossicità acuta dovuta all'inquinamento, poiché una circostanza di questo tipo avrebbe danneggiato più specie e tutte nello stesso momento.
Dopo più di un mese dall'inizio dell'anomala morìa di stenelle lungo le coste del Tirreno - prevalentemente in Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Campania - per comprendere meglio la natura di questo fenomeno dovranno essere fatte nell'arco di un mese altre analisi i cui esiti saranno confrontati con quelli di altre ricerche, in particolare con le indagini genetiche per lo studio di popolazione di stenelle e quelli relativi ai fattori meteo-marini.

18/03/13

Cetacean news - Relazioni familiari e spiaggiamenti

Una recente ricerca genetica pubblicata sul Journal of Heredity ha fatto luce sul fatto che le relazioni familiari giocano un ruolo fondamentale negli spiaggiamenti, spesso fatali per individui altrimenti sani.

In questo scenario, lo spiaggiamento di una o un paio di balene, a causa di malattia o di disorientamento, innesca una reazione a catena in cui individui sani vengono intrappolati nell'acqua bassa nel tentativo di sostenere i loro familiari.
In questo studio sono stati analizzati i dati genetici per descrivere la parentela degli individui di Globicefali coinvolti negli spiaggiamenti di massa in Nuova Zelanda e Tasmania. Il più grande di questi spiaggiamenti comprendeva più di 150 esemplari, tutti morti.

Lo studio ha trovato che i gruppi spiaggiati non sono necessariamente membri di una unica famiglia allargata, contraddicendo l'ipotesi che i gruppi sociali discendano tutti da una unica madre ancestrale. 
I Globicefali sono le specie più comuni negli spiaggiamenti di massa e a lungo è stata assunta l'ipotesi che fossero legati all'organizzazione sociale della specie. Studi precedenti hanno dimostrato che i Globicefali hanno una organizzazione sociale matrilineare, in cui né i maschi né le femmine si allontano dal gruppo in cui sono nati. 

La cosa più sorprendente è stata la prova dell'assenza delle "madri" per molti piccoli spiaggiati.
Diversi scenari potrebbero spiegare questa assenza, compresi l'interruzione dei legami sociali tra i parenti prima di spiaggiamenti reali, o che la separazione possa essere un fattore che contribuisce agli spiaggiamenti, piuttosto che una semplice conseguenza.

10/03/13

Scaricabile il Catalogo Foto-identificati SNC 2012

Sardegna Nord Cetacei rende scaricabile il Catalogo foto-identificati SNC 2012

Il Catalogo, con le immagini dei Tursiopi identificati nel corso della scorsa campagna di monitoraggio, potrà essere utile per eventuali altri studi sui cetacei nell'area del Nord Sardegna.
Per i non addetti ai lavori è un bell'esempio di quanto sia rilevante per la ricerca il lavoro di "cattura" fotografica delle pinne dorsali degli individui e il successivo lavoro di osservazione e confronto delle immagini raccolte da parte dei ricercatori, per riconoscere gli animali che popolano le aree interessate dallo studio.

Buona "osservazione"!

28/02/13

Che succede ai delfini del Mediterraneo?



Da ormai due mesi si registrano lungo le coste del Mediterraneo e, in particolare, del Tirreno numerosi spiaggiamenti di delfini. Con gli ultimi nel litorale laziale siamo arrivati a quota 57 esemplari.  Ancora incerte le cause sulle quali, a breve, dovrebbe esprimersi il Ministero dell’Ambiente.
Ecco alcuni link sugli ultimi spiaggiamenti in Italia:


25/02/13

Cetacean news

Scoperti nuovi progenitori delle balene

Un nuovo studio rivela che i fossili ritrovati in un cantiere edile in California appartengono a quattro nuove specie di progenitori delle balene.

Meredith Rivin, paleontologa presso la California State University di Fullerton, ha annunciato, durante il meeting annuale dell'American Association for the Advancement of Science tenutosi a Boston, che nel sito californiano sono state ritrovate 11 specie di balene, tra cui quattro del tutto nuove. 

I fossili delle nuove specie appartengono al gruppo dei misticeti, un gruppo di cetacei privi di denti peró muniti di fanoni usati per filtrare l'acqua di mare e cibarsi. Le quattro nuove specie, che possedevano invece i denti (a differenza dei loro parenti attuali), non sono antenate dirette delle moderne balene quanto piuttosto rappresentano una forma di passaggio vicina alle specie che avrebbero dato origine alle balene che conosciamo oggi. 

Nel 2000, durante i lavori di costruzione di una nuova strada attraverso Laguna Canyon (Los Angeles), una squadra di operai scoprì un affioramento roccioso disseminato di fossili di balena risalenti a circa 17-19 milioni di anni fa.

I paleontologi che hanno lavorato accanto agli operai stradali, in cinque anni di scavi, hanno scoperto centinaia di ossa di balena e più di 30 crani. Tre delle nuove specie sono relativamente piccole, come dei moderni delfini, ha detto Rivin. Una delle specie più grandi, invece, una balena di 9 metri del genere Morawanocetus, è simile ad un'altra specie di balene antiche, Llanocetus denticrenatus, che si pensava estinta 35 milioni di anni fa. 


source:http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/02/21/news/nuovi_fossili_di_antiche_balene-1522053/

22/02/13

Cetacean News

Strage delfini, 45 morti da gennaio nel Tirreno
ROMA - Ieri è stao incontrato un altro individuo spiaggiato di 'stenella coeruleoalbanel porto di Civitavecchia, portando a 45 i numeri di esemplari trovati morti sulle spiagge del Tirreno dai primi di gennaio, contro una media annuale di quattro. Questo l'annuncio che ha diramato ieri il ministero dell'Ambiente ricordando che altre due carcasse di 'stenella striata' sono state scoperte ieri sulle spiagge del Lazio, a Terracina e Sperlonga.

Secondo il ministero dell'Ambiente le prime indicazioni fanno pensare che gli animali siano vittime di infezioni batteriche, ma solo delle accurate analisi potranno stabilire con certezza il motivo della strage dei delfini. 
La causa piu' probabile potrebbe essere di natura infettiva (in numerose carcasse e' stata rinvenuta traccia di un batterio, photobacterium damselae, che puo' portare a sindrome emolitica e lesioni ulcerative). 
Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale.

source:http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2013/02/20/Strage-delfini-45-morti-gennaio-Italia_8283004.html

08/02/13

Cetacean news

Il 75% della carne di balena invenduta in Giappone.

Ieri "l'Istituto di Ricerca sui Cetacei" giapponese ha dichiarato che il 75% della carne di balena (circa 1.089 ton), proveniente dalla controversa caccia del Giappone dell’anno scorso nelle acque del Pacifico, andrà probabilmente distrutta, o comunque non è stata venduta ad acquirenti privati.
La vendita di questa carne si distingue dai programmi più piccoli di caccia costiera nel nord del Giappone, la cui carne attira ancora acquirenti perché si tratta di pesce fresco. Al contrario, la carne di balena che proviene dagli oceani è congelata, e questo sembra scoraggiare gli acquirenti.
Nonostante le aste regolari tra novembre e marzo per vendere la carne congelata, le vendite sono state deludenti, ha indicato un portavoce dell'Istituto, a causa anche della paura dei rivenditori delle possibile ripercussione degli attivisti contro la caccia alle balene.



Le nazioni occidentali che sono contrarie alla caccia alle balene e i gruppi ambientalisti condannano tutti gli anni le missioni, ribadendo che si tratta di una copertura del Giappone per la caccia commerciale che minaccia la popolazione di questi giganti mammiferi marini.
Il Giappone invece sostiene che la ricerca è necessaria e che c’è una robusta popolazione di balene in tutto il mondo, sostenendo, inoltre che la caccia alle balene fa parte della sua tradizione e accusa le nazioni occidentali di insensibilità culturale. 
Ci sono state diverse polemiche nell’ultima stagione di caccia alle balene, come l’accusa di Greenpeace al governo giapponese di aver distratto 30 milioni di dollari dal fondo di recupero dal terremoto verso la caccia alle balene.
Ora una scarsa domanda generale per la carne di balena, forse dovuta anche alle pressioni continue degli ambientalisti, e le importazioni islandesi di carne di balena a basso costo, starebbe creando un eccesso di offerta, che a sua volta rende programma di caccia alle balene del Giappone insostenibile.


source:http://gaianews.it; foto:www.geapress.org

07/02/13

Cetacean News

Mammiferi marini nel menú: 87 specie di cetacei consumati in 114 paesi differenti.

La battaglia tra le baleniere giapponesi e gli ambientalisti nei mari dell'Antartide, le stragi di globicefali nelle isole Faer Oer o dei del fini in Giappone, sono argomenti noti al mondo occidentale, ma ben poco si conosce sul resto dei mammiferi marini nel resto del mondo.

Un nuovo studio della Wildlife Conservation Society (WCS), pubblicato nel Biological Conservation, fa luce sul consumo umano globale di carne di mammiferi marini , basandosi su circa 900 fonti di informazione. Il risultato piú clamoroso è che dal 1990, in almeno 114 Paesi, sono state mangiate 87 specie di mammiferi marini. 

Naturalmente quello che oggi è diventato un tabù per molti consumatori occidentali, fino a pochi anni fa era usuale in molti Paesi, compresa l'Italia, dove si mangiava carne di delfino (il musciame) e di tartarughe marine, ma fortunatamente le cose stanno cambiano e la consapevolezza dell'intelligenza e della crescente rarità dei mammiferi marini ci ha portato a proteggerli.

Per realizzare un quadro statisticamente robusto del consumo umano di mammiferi marini nel mondo, i ricercatori della WCS hanno cominciato ad analizzare i dati sulla piccola pesca, concentrandosi su alcune specie di odontoceti, come ad esempio globicefali, delfini e focene, catturati dal 1975 e sui dati globali delle catture di mammiferi marini tra il 1966 e il 1975. Le 900 fonti consultate e le interviste con numerosi ricercatori, hanno prodotto un'indagine esaustiva che ha richiesto tre anni di lavoro. Il team ha tenuto conto solo delle informazioni con prove effettive di consumo umano di mammiferi marini, tralasciando i casi in cui sono stati catturati (intenzionalmente o no) per utilizzare la loro carne come esche per la pesca, mangime per altri animali, medicinali e altri usi.

L'elenco dei mammiferi marini uccisi per il consumo umano comprende specie misteriose come il mesoplodonte pigmeo (Mesoplodon peruvianus), la balena dal becco pigmeo, il platanista (Platanista gangetica, il delfino del fiume dell'Asia meridionale), il narvalo (Monodon monoceros), il cefalorinco eutropia (Cephalorhynchus eutropia, delfino cileno) e la focena di Burmeister (Phocoena spinipinnis). Ma nel menù degli esseri umani ci sono anche foche e leoni marini, specie note come l'otaria della California (Zalophus Californianus) e molto meno conosciute e più rare come la foca del Baikal (Phoca Sibirica). Tra i mammiferi marini che finiscono nel piatto dell'uomo bisogna annoverare anche l'orso polare (Ursus maritimus), tre specie di lamantini e il dugongo, la cui carne è considerata una prelibatezza in diversi Paesi.

Oltre a questa revisione globale, i ricercatori della WCS stanno lavorando in molti Paesi in via di sviluppo per valutare e contrastare la minaccia per le popolazioni di delfini locali che deriva dall'uso di mangiare la loro carne, col fine di elaborare delle misure di salvaguardia effettive. 

I ricercatori, infatti stanno giá lavorando con i pescatori locali per trasformare le popolazioni di balene e delfini come mezzi di sostentamento alternativi, attraverso l'eco-turismo ed il Whale Watching. 

source:www.greenreport.it

05/02/13

Cetacean news

Trova vomito di capodoglio: vale 117mila euro


Ken Wilman, accompagnato dal suo labrador Madge, ha trovato in una spiaggia del nord-ovest dell'Inghilterra il cosiddetto 'vomito di balena', la rarissima ambra grigia usata in profumeria potrebbe valere oltre 100 mila euro. Ken non si è reso conto della fortuna ma, tornato a casa, dopo qualche ricerca, è tornato indietro a prenderla."Di primo impatto il profumo era fastidioso, ma più la odoravo e più diventava piacevole" ha spiegato il britannico, descrivendo la sostanza che viene prodotta nell'intestino dei capodogli durante la digestione

Ora si è fatto avanti un acquirente francese che ha offerto 50mila euro.



 

source: http://video.repubblica.it/mondo/trova-vomito-di-capodoglio-vale-117mila-euro/118180/116644

04/02/13

Cetacean News

Esemplare di Tursiope impigliato nelle reti.

(Bosa) - Venerdì sera nella zona di S’Abba Drucche è stato rivenuto il corpo di un esemplare di Tursiops truncatus con la coda mozzata. L’esemplare misurava due metri e sessanta centimetri di lunghezza, per un peso di circa 250 chili, misure eccezionali per un individuo femmina. Dalle analisi effettuate dai biologi dell’Area marina protetta Capo Caccia Isola Piana ed il servizio veterinario della Asl, è emerso che la dentatura dell'esemplare appariva inoltre molto usurata. Non è quindi improbabile che il tursiope fosse abituato a cibarsi dalle reti dei pescatori per alimentarsi. Proprio questa abitudine potrebbe aver portato l’animale a rimanere impigliato tra le maglie e quindi ad annegare.

Source: La Nuova Sardegna, cronaca di Oristano.